Rete 13 data center in Italia: Core Stack e Green Arrow investono 1 miliardo

- Investimento superiore a 1 miliardo di euro in quattro anni per 13 data center di media dimensione.
- Partnership strategica tra Core Stack (Gruppo Lazzari) e Green Arrow Capital.
- Focus su siti brownfield e aree del Centro-Sud per ridurre il divario infrastrutturale.
- Infrastrutture sostenibili con generazione di energia rinnovabile on-site.
Più calcolo vicino alle imprese
La capacità di calcolo non è più solo una questione di grandi hub concentrati in pochi poli tecnologici, ma diventa un asset distribuito. Core Stack, l'azienda del gruppo Lazzari specializzata in infrastrutture digitali, ha presentato a Roma un progetto che mira a cambiare la geografia del dato in Italia. L'obiettivo è l'implementazione di una rete di 13 data center di media dimensione, distribuiti strategicamente su tutto il territorio nazionale.
L'iniziativa nasce per rispondere a una pressione crescente: l'espansione dell'intelligenza artificiale, l'adozione del cloud e la digitalizzazione dei servizi pubblici e privati richiedono una potenza computazionale che non può più dipendere da nodi lontani. Avvicinare la capacità di calcolo a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni significa ridurre le latenze e aumentare l'efficienza operativa.
Il progetto, realizzato in asse con Green Arrow Capital, punta a rafforzare la capacità digitale del Paese attraverso una filiera interamente italiana. Non si tratta di semplici magazzini di server, ma di infrastrutture pensate per essere sostenibili, integrate con sistemi di generazione energetica rinnovabile direttamente in sito. L'annuncio di Core Stack evidenzia come l'integrazione tra digitale ed energia sia il cuore della strategia industriale.
Un miliardo in quattro anni
La dimensione finanziaria dell'operazione è imponente. La joint venture tra il gruppo Lazzari e Green Arrow Capital ha definito una pipeline di investimenti superiore a 1 miliardo di euro per lo sviluppo degli asset nei prossimi quattro anni.
Analisi strategica: Un impegno di questa portata indica che il mercato italiano dei data center di media dimensione (edge o regional data center) è visto come sottodimensionato rispetto alla domanda generata dall'AI. Mentre i grandi hyperscaler (come AWS o Google) puntano su mega-campi, il modello di Core Stack intercetta la necessità di una prossimità che è fondamentale per le imprese manifatturiere e per la PA, dove la sovranità del dato e la velocità di risposta sono critiche.
Il piano di rollout è già operativo. I primi progetti dovrebbero raggiungere lo stato di 'ready to build' nel corso del 2026. Per i primi due impianti, l'iter autorizzativo è già in fase avanzata, con l'aspettativa di ottenere i permessi di costruzione entro la fine del 2027.
Il modello dei siti brownfield
La scelta delle location non è casuale e segue un criterio di sostenibilità ambientale e urbanistica. Il progetto privilegerà due tipologie di aree: zone scarsamente antropizzate e, soprattutto, aree industriali da riqualificare, i cosiddetti siti brownfield.
L'approccio brownfield permette di recuperare spazi industriali dismessi, trasformandoli in centri tecnologici senza consumare nuovo suolo. I primi due esempi concreti di questa strategia si trovano nelle province di Cremona e Verona, dove sorgeranno i primi data center della rete.
Oltre al recupero fisico, la sostenibilità è integrata nel design energetico. I data center sono concepiti come asset integrati dotati di capacità di generazione rinnovabile on site. Questo modello riduce la dipendenza dalla rete elettrica nazionale e mitiga l'impatto ambientale di infrastrutture che, per natura, sono energivore.
Anna Lazzari guida la sfida
Dietro l'operazione c'è la visione di Anna Lazzari, imprenditrice italiana alla guida del Gruppo Lazzari. Con sede a Brescia, il gruppo opera da oltre un decennio nel settore delle energie rinnovabili e nello sviluppo di infrastrutture energetiche sostenibili.
Core Stack rappresenta l'evoluzione naturale di questo percorso: il veicolo industriale attraverso cui il Gruppo Lazzari consolida il proprio posizionamento nel settore delle infrastrutture digitali. La transizione dall'energia pura all'infrastruttura per il dato è un passaggio logico, dato che il data center moderno è, prima di tutto, una sfida di gestione energetica.
Per gestire la complessità comunicativa di un progetto che incrocia finanza, tecnologia e ambiente, l'azienda si è avvalsa del supporto di Barabino & Partners, con l'obiettivo di mantenere un flusso informativo costante verso i media specializzati e generalisti.
I 13 nodi della rete
La struttura della rete è progettata per colmare il divario infrastrutturale tra le diverse aree del Paese. Sebbene i primi passi siano concentrati nel Nord (Cremona e Verona), la strategia complessiva prevede una distribuzione capillare.
| Parametro | Dettaglio Progetto |
|---|---|
| Numero Impianti | 13 data center di media dimensione |
| Investimento Totale | Oltre 1 miliardo di euro |
| Orizzonte Temporale | 4 anni |
| Focus Geografico | Distribuzione nazionale, con particolare attenzione al Centro-Sud |
| Siti Prioritari | Aree brownfield e zone a bassa antropizzazione |
| Sostenibilità | Energia rinnovabile on-site e filiera italiana |
L'attenzione al Mezzogiorno è un elemento chiave del dossier. L'obiettivo dichiarato è ridurre il gap infrastrutturale tra Nord e Sud, portando la capacità di calcolo dove oggi è più carente, facilitando così la digitalizzazione delle imprese locali e delle amministrazioni pubbliche meridionali.
Sovranità digitale tra NIS2 e cloud
L'operazione di Core Stack e Green Arrow Capital si inserisce in un contesto normativo e geopolitico europeo estremamente stringente. La creazione di una rete di data center con filiera italiana risponde direttamente alla necessità di sovranità digitale.
Analisi di contesto: Per le imprese italiane, l'esistenza di infrastrutture nazionali di media dimensione è fondamentale per l'adeguamento alla direttiva NIS2 (Network and Information Security), che impone standard di sicurezza molto più elevati per i settori critici. Avere i dati ospitati in nodi nazionali, gestiti da soggetti locali e alimentati da energia sostenibile, riduce i rischi di dipendenza da provider extra-UE e facilita la compliance normativa.
Inoltre, l'integrazione con l'AI Act europeo richiederà una capacità di calcolo certificata e trasparente. I data center di Core Stack, puntando sulla sostenibilità e sulla prossimità, si posizionano come partner strategici per le aziende che devono implementare l'AI senza compromettere i target ESG (Environmental, Social, and Governance).
Per monitorare l'effettiva riuscita di questo piano, l'indicatore verificabile sarà il raggiungimento dello stato 'ready to build' dei primi siti entro il 2026, come riportato da MarketScreener, e l'effettiva posa della prima pietra nei siti di Cremona e Verona.
In sintesi, per l'imprenditore italiano, questo progetto significa avere a disposizione un'alternativa infrastrutturale che unisce l'efficienza del cloud alla sicurezza della prossimità fisica, supportando una crescita digitale che non sia solo tecnologica, ma anche energeticamente sostenibile.
Domande frequenti
Qual è l'investimento previsto per la rete di data center?
La joint venture tra Core Stack e Green Arrow Capital prevede una pipeline di investimenti superiore a 1 miliardo di euro nei prossimi quattro anni.
Dove sorgeranno i primi impianti?
I primi due data center saranno realizzati in aree brownfield nelle province di Cremona e Verona.
Cosa rende questi data center sostenibili?
Gli impianti sono progettati per integrare soluzioni di generazione di energia rinnovabile direttamente on-site, riducendo l'impatto ambientale.
Qual è l'obiettivo geografico del progetto?
Il progetto prevede 13 impianti distribuiti su tutto il territorio nazionale, con una particolare attenzione al Centro-Sud per ridurre il divario infrastrutturale digitale.
Fonti: Ilsole24ore, It, Rassegnabusiness ·
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