29/09/2026, 19.29
di Danielesegue intelligenza artificiale e infrastrutture
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AI e conflitti nel Golfo: i rischi per i migranti filippini

Il Card. David allerta sui rischi dell'AI nei conflitti del Golfo per i lavoratori filippini, in un anno di rimesse record: 35,63 miliardi di dollari.
AI e conflitti nel Golfo: i rischi per i migranti filippini
In sintesi
  • Record di rimesse per le Filippine nel 2025: 35,63 miliardi di dollari dalla diaspora.
  • Il Card. David denuncia l'uso incontrollato dell'AI nei conflitti del Medio Oriente.
  • Preoccupazione per la sicurezza dei lavoratori filippini in Arabia Saudita ed Emirati Arabi.
  • Analisi del rischio di guerre automatizzate e impatto sui diritti dei lavoratori extra-UE.

Il dato economico è netto e imponente: 35,63 miliardi di dollari. Questa cifra rappresenta il record storico di rimesse inviate dalla diaspora filippina verso la patria nel corso del 2025. Un flusso finanziario che sostiene l'economia nazionale ma che nasconde una vulnerabilità strutturale profonda, legata alla distribuzione geografica di milioni di lavoratori in aree ad alta instabilità geopolitica, in particolare nel Golfo.

Il grido di Card. David e la vulnerabilità della diaspora

In questo scenario si inserisce la voce del vescovo di Kalookan. Il Card. David ha espresso una 'profonda preoccupazione' per la condizione dei lavoratori filippini residenti in zone di grave crisi. Il prelato non si limita a una riflessione etica, ma lancia un appello diretto ai leader delle nazioni per affrontare l'impatto delle nuove tecnologie belliche su chi, lontano da casa, si trova intrappolato in contesti di conflitto.

Il focus del Card. David è rivolto specificamente a chi opera in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti. In queste aree, la presenza di manodopera filippina è massiccia, ma la sicurezza di questi individui è oggi minacciata non solo dalle tensioni diplomatiche tradizionali, ma da un nuovo paradigma di scontro: la guerra in formato AI.

Algoritmi che decidono la guerra: analisi strategica

L'integrazione dell'intelligenza artificiale nei sistemi di difesa e offesa trasforma la natura stessa del conflitto. Quando gli algoritmi iniziano a gestire il targeting o a coordinare attacchi autonomi, il rischio di errori di calcolo o di escalation involontarie aumenta drasticamente. Per un imprenditore o un analista di rischio, questo significa che la stabilità di un'area non dipende più solo da accordi politici, ma dalla robustezza e dalla trasparenza di codici software spesso proprietari e opachi.

L'analisi geopolitica suggerisce che l'uso incontrollato dell'AI possa creare zone di conflitto 'invisibili' o estremamente rapide, dove la capacità di evacuazione dei civili e dei lavoratori migranti viene superata dalla velocità di esecuzione delle macchine. La dipendenza economica delle Filippine dalle rimesse rende il Paese estremamente sensibile a qualsiasi instabilità nel Golfo, trasformando un rischio tecnologico in un rischio macroeconomico nazionale.

Migranti filippini nel Golfo e l'eredità dei conflitti

La storia delle Filippine è segnata da traumi bellici profondi, come dimostrano le memorie della Campagna delle Filippine (1941-1942) e la successiva liberazione del 1944-1945. Se in passato il conflitto era fatto di sbarchi, trincee e occupazioni fisiche, oggi la minaccia per i filippini nel Golfo è immateriale ma altrettanto letale.

I lavoratori migranti, spesso impiegati in settori infrastrutturali o di servizio, si trovano in una posizione di estrema fragilità. Non hanno controllo sui sistemi di sicurezza dei paesi ospitanti e sono i primi a subire le conseguenze di decisioni prese da sistemi automatizzati. Il reportage di Asianews evidenzia come l'incertezza legata all'AI stia aggiungendo un livello di stress psicologico e fisico a una popolazione già precaria.

L'orrore automatizzato e la perdita di controllo umano

La critica mossa dal Card. David riguarda l'automazione della violenza. Quando la decisione di colpire viene delegata a un software, viene meno la responsabilità morale e giuridica. Questo 'orrore automatizzato' non colpisce solo i combattenti, ma crea un ambiente di terrore per chiunque si trovi nel raggio d'azione di tali sistemi.

La velocità di elaborazione dell'AI elimina il tempo della riflessione umana, quel margine di manovra che in passato permetteva di distinguere tra obiettivi militari e civili o di negoziare corridoi di sicurezza. Per i migranti filippini, questo significa vivere in un'area dove il pericolo può manifestarsi senza preavviso e senza un interlocutore umano a cui chiedere clemenza o protezione.

I rischi dei conflitti sintetici

Per comprendere meglio la natura di questa minaccia, è utile analizzare i rischi attraverso un modello di domanda e risposta focalizzato sulle implicazioni operative.

Qual è il rischio principale dell'AI nei conflitti per i civili?
Il rischio è l'errore di identificazione algoritmica. Un sistema AI potrebbe classificare erroneamente un assembramento di lavoratori migranti come un obiettivo militare basandosi su pattern di movimento o dati incompleti.

Come influisce l'automazione sulla gestione delle crisi umanitarie?
L'automazione accelera i tempi di scontro, rendendo obsolete le procedure di evacuazione tradizionali. Se un conflitto scala in pochi minuti grazie a sistemi autonomi, i governi (come quello filippino) hanno meno tempo per mettere in salvo i propri cittadini.

Esiste un modo per mitigare questi rischi a livello internazionale?
L'unica via è l'imposizione di trattati che richiedano l'intervento umano costante (human-in-the-loop) in ogni decisione letale, evitando che l'algoritmo abbia l'ultima parola sull'uso della forza.

Quale indicatore osservare per valutare l'aumento del rischio?
L'indicatore verificabile è l'adozione di sistemi di armamento autonomo (LAWS) da parte delle potenze regionali nel Golfo entro il 2027.

L'AI Act e i diritti dei lavoratori extra-UE

L'Unione Europea ha cercato di porre un freno a queste derive con l'AI Act, classificando i sistemi di AI ad alto rischio e vietando alcune pratiche di sorveglianza biometrica. Tuttavia, emerge un problema di giurisdizione: l'AI Act protegge i cittadini all'interno dei confini UE, ma non ha alcun potere legale sui sistemi di AI utilizzati in Arabia Saudita o negli Emirati Arabi.

Per le imprese italiane che operano nel Golfo o che forniscono tecnologie in quell'area, questo crea un dilemma etico e legale. Sebbene l'AI Act non sia applicabile extraterritorialmente per proteggere i lavoratori filippini, le aziende UE potrebbero essere chiamate a rispondere della 'compliance etica' dei loro prodotti. La NIS2, d'altro canto, impone standard di cybersecurity rigorosi che, se applicati anche alle filiali estere, potrebbero ridurre i rischi di hacking di sistemi AI critici, ma non risolvono il problema dell'uso intenzionale e bellico della tecnologia.

In sintesi, l'Europa definisce lo standard normativo, ma il vuoto legislativo globale lascia i lavoratori più vulnerabili, come i filippini, esposti a una tecnologia che evolve più velocemente del diritto internazionale. Per l'imprenditore europeo, l'indicatore da monitorare sarà l'eventuale estensione di clausole di responsabilità sociale d'impresa (CSR) che includano l'audit sull'uso dell'AI nelle supply chain globali entro il 2026.

Domande frequenti

Qual è l'importo delle rimesse filippine nel 2025?

Le rimesse hanno raggiunto un record storico di 35,63 miliardi di dollari.

Perché il Card. David è preoccupato per i lavoratori nel Golfo?

A causa dell'uso incontrollato dell'intelligenza artificiale nei conflitti, che rappresenta una minaccia per la sicurezza dei migranti filippini in Arabia Saudita ed Emirati Arabi.

Qual è il limite dell'AI Act europeo in questo contesto?

L'AI Act non ha giurisdizione sui sistemi di AI utilizzati al di fuori dell'Unione Europea, lasciando i lavoratori extra-UE senza tutele legali europee in caso di conflitti tecnologici nel Golfo.


Fonti: Asianews, It (2) ·

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