05/10/2026, 07.54
di Cristinasegue lavoro, organizzazione e regole
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su Pinterest Condividi su Telegram Condividi su WhatsApp

Regolare l'IA e l'ordine mondiale: il dibattito del Foro La Toja

Felipe VI e Pedro Sánchez chiedono un nuovo ordine mondiale e il controllo umano sull'IA per contrastare tecnoligarcas e minacce ibride. Analisi per imprese.
Regolare l'IA e l'ordine mondiale: il dibattito del Foro La Toja
In sintesi
  • Felipe VI auspica un rinnovo dell'ordine mondiale post-bellico per contrastare le minacce ibride.
  • Pedro Sánchez critica l'autoregolamentazione dell'IA, definendo i leader tech 'tecnoligarcas'.
  • Marcelo Rebelo de Sousa dichiara che il multilateralismo è quasi morto.
  • Necessità di mantenere il legame atlantico tra Europa e Stati Uniti per la stabilità globale.

Il Foro La Toja, alla sua ottava edizione, si è trasformato in un osservatorio critico sulle crepe del sistema internazionale. Non è stata una semplice cerimonia, ma un richiamo all'ordine. Il re Felipe VI ha aperto i lavori ponendo l'accento su una necessità urgente: rinnovare l'assetto globale per rispondere a sfide che le istituzioni del secolo scorso non sono più in grado di gestire.

L'algoritmo deve rispondere all'uomo

La questione dell'intelligenza artificiale non è stata trattata come un tema tecnico, ma come una priorità di governance politica e sociale. Felipe VI ha chiesto esplicitamente che l'IA sia soggetta al 'controllo umano' e che il suo sviluppo sia orientato verso 'el bien común'.

L'analisi strategica suggerisce che questa posizione non sia solo etica, ma pragmatica. Per un imprenditore, l'idea di un'IA sotto controllo umano implica che l'innovazione non potrà procedere in un vuoto normativo. Il rischio è che l'automazione decisionale possa bypassare la responsabilità legale e manageriale, creando un vuoto di accountability che i governi europei non sono disposti ad accettare. La richiesta del monarca di orientare la tecnologia al bene comune suggerisce una futura pressione verso modelli di IA che dimostrino un impatto sociale positivo per ottenere incentivi o autorizzazioni di mercato.

Il dibattito si è spostato poi sulla gestione di tale potere. L'inaugurazione del foro ha messo in luce la tensione tra l'accelerazione tecnologica e la capacità di regolamentazione degli Stati.

Perché il multilateralismo è quasi morto

Marcelo Rebelo de Sousa, ex presidente portoghese e premiato durante l'evento, ha usato parole severe. Secondo l'ex mandatario luso, l'ordine multilaterale 'casi ha muerto'.

Questa constatazione indica un collasso della fiducia nei trattati collettivi. Se il multilateralismo è in crisi, le imprese devono prepararsi a un mondo di accordi bilaterali e frammentazione normativa. Non esiste più un unico arbitro globale; esistono blocchi di potere che negoziano interessi divergenti. L'analisi geopolitica evidenzia come la fine del multilateralismo sposti il rischio operativo sulle aziende: la conformità non è più un processo lineare basato su standard globali, ma un esercizio di adattamento a regimi locali spesso contrastanti.

Felipe VI ha comunque ricordato che l'ordine del XX secolo ha prodotto risultati fondamentali, citando la Carta delle Nazioni Unite e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Tuttavia, ha ammesso che tale sistema ha subito un'erosione che rende necessaria una sua evoluzione.

La trappola dei tecnoligarcas

Pedro Sánchez ha introdotto un termine preciso per definire i detentori del potere tecnologico: i 'tecnoligarcas'. Il presidente spagnolo ha lanciato un monito severo contro l'idea che queste entità possano autoregolarsi.

Sánchez ha utilizzato una metafora netta per descrivere il pericolo: 'Es un error poner en manos del zorro el cuidado del gallinero'.

Questa lettura critica smaschera la fallacia dell'autoregolamentazione. Dal punto di vista del business, l'avvertimento di Sánchez preannuncia un inasprimento delle leggi antitrust e delle normative sulla concorrenza. Se i governi percepiscono i leader tech come 'volpi' che gestiscono il proprio 'pollaio', l'intervento statale sarà massiccio. Le aziende che dipendono esclusivamente dalle infrastrutture di pochi giganti tecnologici corrono il rischio di trovarsi nel mezzo di una scontro tra sovranità nazionale e potere corporativo.

Marcelo Rebelo de Sousa e l'eredità lusa

Il riconoscimento conferito a Marcelo Rebelo de Sousa con il Premio Foro La Toja non è solo un atto diplomatico, ma un simbolo del legame tra Spagna e Portogallo in un momento di instabilità. Il ritratto che emerge è quello di un leader consapevole della fragilità dei legami internazionali.

Rebelo de Sousa rappresenta la voce di un'Europa che guarda all'Atlantico ma che sente il peso della propria marginalità decisionale di fronte ai colossi tecnologici e alle nuove potenze. La sua analisi sul multilateralismo funge da monito per l'intera Unione Europea: senza una nuova architettura di cooperazione, l'eredità diplomatica del secolo scorso diventerà un semplice archivio storico.

Le minacce ibride che erodono i trattati

Felipe VI ha identificato nelle 'amenazas híbridas' uno dei principali motivi di inquietudine globale. Queste minacce, che combinano strumenti convenzionali e non convenzionali (cyber-attacchi, disinformazione, pressioni economiche), agiscono silenziosamente per erodere la stabilità dei trattati.

Il problema delle minacce ibride è che esse operano nella 'zona grigia', dove non è sempre chiaro se l'azione sia un atto di guerra o un incidente tecnico. Per il settore business, questo significa che la cybersecurity non è più un costo IT, ma una componente della strategia di sopravvivenza geopolitica. Un'azienda che opera su scala internazionale è oggi un bersaglio potenziale in una guerra ibrida che mira a destabilizzare l'economia di un intero Paese.

Il monarca ha sottolineato che, nonostante l'erosione, il legame atlantico tra Europa e Stati Uniti è destinato a pervivire, considerandolo un pilastro essenziale per contrastare queste instabilità. Ulteriori dettagli sono disponibili nel video riassuntivo della giornata.

Un nuovo ordine mondiale in 5 punti

Sulla base degli interventi di Felipe VI e Pedro Sánchez, è possibile delineare i pilastri di questo ipotetico nuovo ordine mondiale. Ogni punto richiede un monitoraggio costante per verificarne l'attuazione.

  • Controllo Umano sull'IA: Passaggio dall'autoregolamentazione a norme vincolanti che garantiscano la supervisione umana. Indicatore: Adozione di standard tecnici di 'Human-in-the-loop' obbligatori per i sistemi AI ad alto rischio entro il 2027.
  • Rinnovo del Multilateralismo: Creazione di nuovi organismi o riforma di quelli esistenti per includere le dinamiche del XXI secolo. Indicatore: Firma di un nuovo trattato globale sulla governance digitale tra UE, USA e potenze emergenti.
  • Contenimento dei Tecnoligarcas: Limitazione del potere di mercato delle Big Tech per evitare monopoli sulla verità e sui dati. Indicatore: Aumento delle sanzioni antitrust basate su criteri di 'abuso di potere algoritmico'.
  • Difesa contro le Minacce Ibride: Integrazione della sicurezza informatica e della difesa civile in un unico framework di risposta rapida. Indicatore: Implementazione di protocolli di difesa comune tra i paesi NATO/UE per incidenti cyber sistemici.
  • Rafforzamento del Vincolo Atlantico: Consolidamento della cooperazione strategica tra Europa e Stati Uniti. Indicatore: Accordi di mutuo riconoscimento per i framework di regolamentazione dell'IA tra Washington e Bruxelles.

Il controllo umano tra AI Act e sovranità europea

Le parole di Felipe VI e Sánchez risuonano con forza nel contesto dell'AI Act europeo. La richiesta di un'IA orientata al bene comune e sotto controllo umano è l'essenza stessa della normativa UE, che classifica i sistemi di IA in base al rischio.

Per le imprese italiane, questo scenario implica una sfida doppia. Da un lato, l'obbligo di conformità a norme rigide che potrebbero rallentare l'implementazione di alcune tecnologie; dall'altro, l'opportunità di posizionarsi come fornitori di 'IA etica' e certificata, un segmento che diventerà competitivo a livello globale.

L'integrazione tra l'AI Act e le direttive NIS2 sulla cybersecurity risponde esattamente alla necessità di contrastare le minacce ibride citate dal Re. Le aziende italiane devono quindi smettere di considerare la compliance come un onere burocratico e iniziare a vederla come una protezione strategica contro l'instabilità di un ordine mondiale in fase di ridefinizione. La sovranità europea passa attraverso la capacità delle imprese di non essere semplici consumatrici di tecnologie altrui, ma co-creatrici di un ecosistema dove l'algoritmo non sostituisce l'uomo, ma lo potenzia sotto una guida politica chiara.

Domande frequenti

Cosa si intende per 'tecnoligarcas' secondo Pedro Sánchez?

Il termine si riferisce ai leader delle grandi aziende tecnologiche che detengono un potere sproporzionato e che, secondo Sánchez, non possono essere lasciati a gestire l'autoregolamentazione dell'IA, paragonando l'operazione al dare al volpe il compito di sorvegliare il pollaio.

Qual è la posizione di Felipe VI sull'intelligenza artificiale?

Il Re sostiene che l'IA debba essere regolamentata, soggetta al controllo umano e orientata verso il bene comune per evitare rischi sistemici.

Perché Marcelo Rebelo de Sousa afferma che il multilateralismo è quasi morto?

L'ex presidente portoghese osserva che l'ordine internazionale basato sulla cooperazione tra più stati, nato dopo la seconda guerra mondiale, ha subito un'erosione tale da renderlo quasi inefficace di fronte alle sfide attuali.


Fonti: Rtve (2) ·

glacom · Intelligenza artificiale per aziende: i modelli girano sui tuoi server, i dati non escono →
Hai una domanda su questo dossier?

Scrivila qui: Susanna, l assistente AI di glacom, ti risponde via email con un approfondimento gratuito.

Nessuna consulenza personalizzata (finanziaria, legale o medica): solo informazione e fonti. Email usata solo per rispondere.

oppure scrivile su: WhatsApp · Telegram · SimpleX · Delta Chat · Email

Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su Pinterest Condividi su Telegram Condividi su WhatsApp
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
OpenAI licenzia 3 ricercatori per aver condiviso dati con esterni
OpenAI rimuove tre ricercatori per leak di dati a enti esterni. Analisi su GPT-6.1 Astra, l'attacco a Hugging Face e i rischi di compliance AI Act e N…
05/10/2026 09:33
AI e criminalità: l'analisi di Joaquín Delgado sul crime-as-a-service
Il magistrato Joaquín Delgado analizza l'uso massivo dell'IA nel crimine: dagli attacchi automatizzati ai deepfake. Implicazioni per il sistema penale…
05/10/2026 05:47
Mario Draghi e l'IA: sovranità dei dati per rilanciare l'UE
Mario Draghi analizza sul Financial Times la sfida dell'IA per l'Europa: produttività in calo, dipendenza dai chip e l'opportunità degli 800 miliardi …
04/10/2026 19:23
Almaviva lancia Ultra: l'AI su misura per PA e imprese italiane
Almaviva presenta Ultra, il framework di AI strategica basato su modelli leggeri e sovrani per ottimizzare i processi di PA e aziende in ambito missio…
04/10/2026 17:30
Generative Bionics e robot umanoidi: la strategia con Fincantieri
Analisi del modello di business di Generative Bionics: l'approccio a piattaforma per robot umanoidi e le partnership strategiche con Eni, Versalis e F…
04/10/2026 15:37