Furto session cookie Claude: come gli infostealer bypassano il 2FA

- Malware infostealer hanno rubato session cookie di account Claude, bypassando l'autenticazione a due fattori (2FA).
- Gli account colpiti erano di tipo self-serve (pagati con carta), quindi fuori dal controllo dei sistemi di identità aziendali (SSO).
- Il furto di sessioni ha permesso l'accesso a grant di connettori verso Google Workspace aziendali.
- Anthropic ha risposto disconnettendo le sessioni, rimuovendo i metodi di pagamento e rimborsando i costi.
Un gioco piratato e il furto di un'identità digitale
Tutto inizia con un download apparentemente innocuo. Un utente, come riportato da BleepingComputer e condiviso su Reddit, installa un gioco piratato sul proprio computer. Insieme al software desiderato, però, entra nel sistema un malware di tipo infostealer. Questo codice non cerca di indovinare la password dell'utente né di forzare la porta d'ingresso del sistema; agisce invece come un copista invisibile che scansiona il browser alla ricerca di credenziali salvate e, soprattutto, di session cookie.
Tra i dati sottratti figura la sessione attiva di Claude, l'AI di Anthropic. Per il server di Anthropic, quel cookie è la prova digitale che l'utente ha già effettuato l'accesso correttamente. L'attaccante non ha bisogno di conoscere la password né di possedere il dispositivo per il secondo fattore di autenticazione: gli basta 'riprodurre' il cookie rubato nel proprio browser per apparire, agli occhi del sistema, come l'utente legittimo che ha già superato tutti i controlli di sicurezza.
L'operazione è silenziosa. L'attaccante entra nell'account, consuma i limiti di utilizzo dell'AI e, potenzialmente, accede a tutto ciò a cui l'account ha diritto. Anthropic ha intercettato l'anomalia monitorando il meter di utilizzo: i limiti venivano ricaricati e svuotati rapidamente mentre i legittimi proprietari erano lontani dal servizio.
Perché il 2FA non ha fermato gli infostealer?
La vulnerabilità non risiede in un errore di programmazione del 2FA, ma nella natura stessa della gestione delle sessioni web. L'autenticazione a due fattori protegge la pagina di login, ovvero il momento in cui l'utente dichiara chi è. Una volta che l'identità è confermata, il sito rilascia al browser un cookie di sessione per evitare che l'utente debba reinserire le credenziali a ogni clic. Il session hijacking, come descritto da Cyber Sierra, sposta l'attacco dal furto di credenziali al furto del token di sessione.
L'attacco segue una direzione lineare: macchina infetta, cookie rubato, superamento di un checkpoint che non viene mai attivato e accesso totale alle risorse dell'account. Poiché l'attaccante non passa per la pagina di login, il 2FA non viene mai richiesto. Il cookie è, a tutti gli effetti, un badge digitale già timbrato.
L'unica difesa efficace in questo scenario è la revoca della sessione. Anthropic ha risolto il problema forzando il sign-out di tutti gli account compromessi, poiché un cookie riprodotto muore non appena la sessione che ha copiato viene terminata dal server. Tuttavia, questo intervento è reattivo e non preventivo.
L'ombra dei 'self-serve accounts' fuori dal controllo IT
Il punto critico di questa vicenda non è solo tecnico, ma organizzativo. Gli account colpiti erano account self-serve, ovvero abbonamenti pagati individualmente con carta di credito dai dipendenti, senza passare per l'acquisizione ufficiale dell'azienda. Questo crea un vuoto di governance pericoloso: questi account non sono governati da alcun provider di identità aziendale (IdP) e non sono visibili in alcuna console di amministrazione IT.
Analisi strategica: Questo fenomeno, noto come Shadow AI, espone l'impresa a un rischio sistemico. Se un dipendente utilizza un account personale per elaborare dati aziendali e collega tale account a risorse corporate (come Google Workspace), crea un ponte non monitorato. In questo caso, il furto del cookie di Claude ha permesso agli attaccanti di raggiungere i grant di connettori verso Gmail aziendali. Poiché l'account Claude era 'self-serve', l'amministratore IT dell'azienda non aveva alcun modo di revocare l'accesso o persino di sapere che quel collegamento esistesse.
Il Single Sign-On (SSO) in questo contesto non funge da prevenzione contro il furto di cookie, ma offre visibilità e capacità di revoca rapida. Senza SSO, l'azienda è cieca di fronte a un'identità che ha accesso ai propri dati ma che non è gestita dai propri sistemi di sicurezza.
Chi sono i sei sospettati tra Vidar e Atomic Stealer?
L'operazione di spionaggio e consumo di risorse non è stata opera di un singolo hacker, ma di una rete di malware generalisti specializzati nel furto di dati dai browser. Anthropic ha identificato sei famiglie di infostealer coinvolte nella campagna.
| Famiglia Malware | Sistema Operativo Target | Funzione Principale |
|---|---|---|
| Vidar | Windows | Furto di cookie e password salvate |
| LummaC2 | Windows | Esfiltrazione rapida di session token |
| StealC | Windows | Raccolta credenziali browser |
| RedLine | Windows | Infostealer generalista ad ampio raggio |
| Acreed | Windows | Copia di sessioni e dati di login |
| Atomic Stealer | macOS | Targeting specifico per utenti Mac |
Questi software non sono progettati specificamente per colpire l'AI, ma raccolgono indiscriminatamente tutto ciò che è utile per la vendita in mercati neri di credenziali. Come indicato nelle comunicazioni di Anthropic, 'Your Claude session was likely one of the many things it collected'. L'attacco a Claude è stato quindi un'opportunità colta da attori che avevano già in mano le chiavi di accesso grazie a infezioni precedenti.
Il rischio dei connettori AI tra NIS2 e la governance dei dati in UE
L'incidente solleva questioni urgenti per le imprese che operano nel quadro normativo europeo. L'integrazione di AI tramite connettori (che permettono a Claude o altri LLM di leggere email, documenti e calendari) trasforma l'AI in un super-utente con privilegi estesi. Se l'accesso a questo super-utente viene compromesso tramite session hijacking, l'intera superficie di attacco si espande istantaneamente a tutti i sistemi collegati.
Analisi di conformità: Con l'entrata in vigore della direttiva NIS2, la gestione della supply chain e la sicurezza degli asset digitali diventano obblighi legali per molte imprese. L'uso di account self-serve per gestire dati aziendali potrebbe essere interpretato come una grave negligenza nella governance dei dati. L'AI Act europeo, pur concentrandosi sulla sicurezza del modello, non elimina la responsabilità dell'utente finale nel proteggere l'accesso a tali strumenti.
Per le aziende italiane, il rischio è che l'adozione rapida dell'AI superi la capacità dell'IT di implementare controlli di identità rigorosi. La soluzione non è vietare l'AI, ma migrare ogni utilizzo professionale verso piani Enterprise che supportino l'SSO e permettano la revoca centralizzata delle sessioni.
Per monitorare l'evoluzione di questo rischio, gli imprenditori dovrebbero osservare due indicatori verificabili:
- L'adozione di standard di autenticazione phishing-resistant (come le chiavi FIDO2) all'interno dell'organizzazione entro i prossimi 12 mesi.
- La percentuale di account AI 'shadow' identificati e migrati verso l'identità aziendale durante i prossimi audit di sicurezza.
In sintesi, il caso Claude dimostra che l'identità digitale non è più un evento statico (login), ma un flusso continuo (sessione). Proteggere il login senza proteggere la sessione è come blindare la porta di casa ma lasciare le chiavi appese fuori per chiunque voglia entrarci, come spiegato in dettaglio in VentureBeat.
Lettura italiana ed europea
Per le imprese italiane, questo caso evidenzia la fragilità del perimetro di sicurezza in un'era di servizi SaaS. La NIS2 imporrà standard più severi sulla gestione degli accessi; l'uso di account non governati per processare dati aziendali diventerà un rischio legale oltre che tecnico. È imperativo che le PMI italiane passino da una cultura del 'fai-da-te' tecnologico a una governance centralizzata dell'AI.
Domande frequenti
Il 2FA è inutile contro questi attacchi?
No, il 2FA è fondamentale per impedire l'accesso tramite password rubate, ma non può fermare un attaccante che ruba un cookie di sessione già validato. Il cookie permette di saltare completamente la fase di login.
Come posso sapere se il mio account Claude è stato compromesso?
Anthropic ha inviato notifiche via email agli utenti colpiti. Un segnale d'allarme è l'esaurimento anomalo dei limiti di utilizzo dell'AI in tempi brevissimi.
Qual è la differenza tra account self-serve e account Enterprise in termini di sicurezza?
Gli account self-serve sono gestiti individualmente e non sono visibili all'IT aziendale. Gli account Enterprise supportano l'SSO (Single Sign-On), permettendo all'amministratore di monitorare gli accessi e revocare istantaneamente tutte le sessioni attive di un utente.
Fonti: Venturebeat, Aventure, Cybersierra ·
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