12/10/2026, 09.31
di Danielesegue intelligenza artificiale e infrastrutture
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Angelini Academy e UCL: ridisegnare la leadership nell'era dell'IA

Angelini Industries avvia una partnership triennale con l'University College London per aggiornare la formazione manageriale di 5.600 dipendenti all'era dell'IA.
Angelini Academy e UCL: ridisegnare la leadership nell'era dell'IA
In sintesi
  • Angelini Academy e University College London (UCL) avviano una partnership triennale di ricerca e formazione.
  • L'obiettivo è ridisegnare il training manageriale per integrare l'impatto dell'intelligenza artificiale.
  • Il progetto monitorerà gruppi di manager durante i percorsi formativi per validare nuovi modelli di leadership.
  • L'iniziativa si inserisce in una strategia di trasformazione culturale di una multinazionale attiva in 21 Paesi.

5.600 dipendenti e l'urgenza di un nuovo metodo

Gestire una multinazionale con 5.600 dipendenti distribuiti in 21 Paesi richiede una coerenza operativa che i vecchi manuali di management non riescono più a garantire. Angelini Industries opera in settori eterogenei come la salute, il largo consumo e la tecnologia industriale, ambiti dove la velocità di obsolescenza delle competenze è accelerata dall'ingresso massivo dell'intelligenza artificiale.

In questo scenario, la formazione non può più essere un evento sporadico o un aggiornamento tecnico di routine. Sergio Marullo di Condojanni, CEO di Angelini Industries, ha chiarito la direzione strategica dell'azienda dichiarando: 'We want to reshape management training in the age of artificial intelligence'. Non si tratta di aggiungere un modulo sull'IA a un corso esistente, ma di ripensare l'intera architettura della leadership.

L'urgenza nasce dalla necessità di accompagnare una trasformazione che è, per citazione della società, di business, ma anche culturale e umana. Per un'impresa di queste dimensioni, il rischio è che il gap tra l'evoluzione tecnologica e la capacità di guida dei manager diventi un collo di bottiglia per la competitività globale.

Cosa cambia concretamente nel training manageriale?

Il passaggio fondamentale è la transizione da una formazione basata sulla trasmissione di nozioni a un modello basato sulla ricerca applicata. Angelini Academy non si limita a erogare corsi, ma trasforma l'azienda in un laboratorio.

Il nuovo approccio prevede l'osservazione sistematica di diversi gruppi di manager. Questi professionisti verranno seguiti durante i programmi di formazione e nelle fasi successive di applicazione pratica. L'obiettivo è capire come le competenze di leadership evolvano quando l'IA diventa un partner operativo e non solo uno strumento di automazione.

L'analisi si concentra sulle cosiddette competenze di frontiera. Mentre il training tradizionale si focalizzava su KPI e gestione delle risorse, il nuovo paradigma deve integrare la capacità di guidare team in contesti ibridi, dove l'intelligenza umana e quella artificiale collaborano. Questo processo è supportato dalla certificazione ASFOR ottenuta nel 2022, che attesta l'eccellenza dei percorsi post-laurea ed executive della struttura.

L'alleanza con l'University College London

Per uscire dai confini della formazione aziendale classica, Angelini ha stretto un'intesa triennale con l'University College London (UCL). Questa partnership, tra le prime del genere in Italia, sposta l'asse della formazione verso l'accademia di livello mondiale.

L'integrazione con UCL permette di applicare un metodo scientifico alla crescita manageriale. Non si tratta di consulenza, ma di un programma di ricerca che mira a validare nuovi modelli di leadership. L'alleanza strategica permette di incrociare i dati operativi di una multinazionale con le teorie di ricerca di uno dei centri universitari più prestigiosi al mondo.

Analizzando l'operazione dal punto di vista strategico, l'accordo con UCL serve a tre scopi precisi: 1. Validazione scientifica dei percorsi formativi. 2. Accesso a metodologie di ricerca d'avanguardia sull'impatto dell'IA. 3. Internazionalizzazione del linguaggio manageriale del gruppo.

I dettagli di questa svolta internazionale indicano che il programma non sarà statico, ma evolverà in base ai risultati raccolti dai gruppi di manager monitorati.

Si può davvero insegnare la leadership nell'era dell'IA?

La domanda che emerge da questo investimento è se la leadership sia una dote innata o una competenza codificabile, specialmente quando l'IA può sostituire gran parte delle funzioni analitiche e decisionali di basso livello. Se l'IA può ottimizzare i processi, cosa resta al manager?

La scommessa di Angelini Academy è che la leadership si sposti verso dimensioni più umane e strategiche. La formazione non riguarda più il 'come fare' (che l'IA può suggerire), ma il 'perché fare' e il 'come guidare le persone' attraverso il cambiamento. La leadership nell'era dell'IA diventa quindi una gestione dell'incertezza e dell'adattabilità.

Tuttavia, resta un punto critico: la velocità dell'IA supera quella dei cicli accademici e formativi. Un programma triennale rischia di essere superato prima della sua conclusione. Per mitigare questo rischio, l'approccio di ricerca continua è l'unica via percorribile, poiché permette di aggiustare il tiro in tempo reale.

Per monitorare l'efficacia di questo modello, l'indicatore verificabile sarà la percentuale di manager che, a fine triennio, avranno implementato processi decisionali assistiti da IA con un incremento misurabile della produttività o della qualità del clima aziendale.

Il modello delle corporate academy tra l'AI Act e la competitività delle imprese UE

L'iniziativa di Angelini Industries si inserisce in un contesto europeo complesso, dove l'AI Act definisce i confini etici e legali dell'uso dell'intelligenza artificiale. Per le imprese dell'Unione Europea, la sfida non è solo tecnologica, ma di governance.

Le corporate academy che integrano l'IA nei loro percorsi devono ora navigare tra l'esigenza di innovazione e la conformità normativa. L'AI Act impone trasparenza e gestione del rischio, specialmente per i sistemi di IA utilizzati nella gestione delle risorse umane e nella valutazione delle prestazioni. Un modello di formazione che ignori questi aspetti rischierebbe di creare manager competenti tecnicamente ma vulnerabili a livello legale.

In Italia, molte imprese medie e grandi stanno riscoprendo il valore delle academy interne per non dipendere esclusivamente da corsi esterni generici. La capacità di creare un ecosistema di capitale umano coerente con i valori aziendali diventa un vantaggio competitivo rispetto ai competitor extra-UE, che spesso hanno approcci più aggressivi ma meno strutturati sul piano della cultura organizzativa.

Il rischio per l'UE è che la burocrazia normativa freni l'adozione di questi modelli di ricerca-formazione. Tuttavia, se le imprese italiane riusciranno a coniugare l'eccellenza accademica (come nel caso dell'intesa con UCL) con il rigore dell'AI Act, potranno esportare un modello di 'IA umanistica' e manageriale sostenibile. L'indicatore di successo per l'ecosistema UE sarà il numero di partnership tra corporate academy e università internazionali che porteranno a brevetti o metodologie di gestione certificate entro il 2027.

Domande frequenti

Qual è l'obiettivo principale della partnership tra Angelini Academy e UCL?

L'obiettivo è ridisegnare la formazione manageriale per adattarla all'era dell'intelligenza artificiale attraverso un programma di ricerca triennale.

Quanti dipendenti coinvolge il gruppo Angelini Industries?

La multinazionale conta 5.600 dipendenti attivi in 21 Paesi.

Cosa rende particolare l'approccio di Angelini Academy rispetto alla formazione tradizionale?

L'Academy non si limita a erogare corsi, ma segue gruppi di manager in un percorso di ricerca applicata per validare nuovi modelli di leadership, supportata da un accreditamento ASFOR.


Fonti: Ilsole24ore, Angeliniacademy, En ·

glacom · IA per aziende e PMI: da dove si comincia davvero →
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