Accordo Spagna-Messico su IA e Supercomputing: la Terza Via Digitale

- Firma di un Memorandum of Understanding (MoU) tra Óscar López (Spagna) e José Antonio Peña Merino (Messico) per cooperazione in IA e connettività.
- Focus strategico sulla 'terza via digitale' basata su modelli aperti, dati interoperabili e supercomputazione.
- Collaborazione tecnica centrata sul supercomputer Coatlicue e il supporto del Barcelona Supercomputing Center.
- Piano d'azione che include gestione dei disastri naturali, identità digitale e formazione professionale.
L'asse Madrid-Città del Messico per l'intelligenza artificiale
Il 4 settembre 2026, il Ministro per la Trasformazione Digitale e della Funzione Pubblica spagnolo, Óscar López, e il direttore dell'Agenzia di Trasformazione Digitale e Telecomunicazioni del Messico, José Antonio Peña Merino, hanno formalizzato un accordo di cooperazione strategica. Non si tratta di un semplice protocollo d'intenti, ma di un memorando d'intesa (MoU) corredato da un piano d'azione e un cronograma preciso per l'interscambio di informazioni e buone pratiche.
L'accordo si innesta su un percorso già tracciato. Nel 2024, l'Instituto Nacional de Ciberseguridad (INCIBE) della Spagna e l'Instituto Federal de Telecomunicaciones (IFT) del Messico avevano già siglato un MoU. A questo si sono aggiunti i legami tra il Barcelona Supercomputing Center (BSC) e diverse istituzioni scientifiche messicane, incluso l'Instituto Politécnico Nacional, per promuovere l'IA e il calcolo ad alte prestazioni in territorio messicano.
L'obiettivo è chiaro: creare un blocco tecnologico che non dipenda esclusivamente dai giganti del software nordamericani o dalle infrastrutture asiatiche. L'annuncio ufficiale evidenzia come la partnership copra aree critiche che vanno dai data center alla cibersicurezza, fino alla digitalizzazione dei servizi pubblici.
La strategia della terza via digitale
Analisi: Il concetto di 'terza via' citato da Óscar López suggerisce una volontà politica di sottrarsi al bipolarismo tecnologico USA-Cina. Per un imprenditore, questo significa l'apertura di un mercato basato su standard diversi da quelli proprietari delle Big Tech.
Óscar López ha definito l'obiettivo di Spagna e Messico come l'ambizione di essere la 'terza via digitale'. Questa visione si fonda su tre pilastri: l'interoperabilità dei dati, l'adozione di modelli aperti e la cooperazione nella supercomputazione. Scegliere i modelli aperti significa ridurre il lock-in tecnologico, permettendo alle aziende di entrambe le nazioni di sviluppare soluzioni IA che non siano scatole nere inaccessibili, ma infrastrutture trasparenti e modificabili.
La strategia mira a trasformare la dipendenza tecnologica in autonomia condivisa. Se i modelli chiusi impongono costi di licenza e vincoli di architettura, la via dell'interoperabilità permette a diverse piattaforme di dialogare senza attriti, facilitando l'espansione delle PMI spagnole in America Latina e viceversa.
Coatlicue e il ponte di calcolo tra Barcellona e Città del Messico
Il cuore tecnico di questa alleanza è rappresentato dal supercomputer Coatlicue. Il Messico sta costruendo questa infrastruttura di calcolo massivo con il supporto tecnico e scientifico del Barcelona Supercomputing Center (BSC). Il BSC non agisce solo come consulente, ma come partner operativo per garantire che il Messico possa gestire carichi di lavoro complessi legati all'IA e alla simulazione scientifica.
Il supercomputer Coatlicue funge da ancora fisica per l'accordo. La capacità di processare enormi moli di dati localmente, senza dover fare affidamento su cloud esteri, è l'essenza della sovranità digitale. Questo 'ponte di calcolo' permette di testare modelli di IA su scala industriale, accelerando la ricerca in settori che richiedono una potenza di calcolo estrema, come la genomica o la climatologia.
Come si combattono i disastri naturali con i dati
L'accordo non ha solo finalità teoriche o di prestigio scientifico, ma risponde a necessità urgenti di protezione civile. Entrambi i paesi sono vulnerabili a eventi climatici estremi. Il MoU prevede specificamente l'uso di tecnologie digitali per la gestione dei disastri naturali e il contrasto al cambiamento climatico.
L'integrazione di dati satellitari, sensori IoT e modelli predittivi basati su IA permette di passare da una gestione reattiva dell'emergenza a una proattiva. L'incrocio di buone pratiche tra Spagna e Messico in questo campo potrebbe portare allo sviluppo di sistemi di allerta precoce più accurati. L'efficacia di questo punto sarà misurabile attraverso l'implementazione di protocolli di scambio dati in tempo reale tra le agenzie di protezione civile dei due paesi.
Óscar López e l'ambizione di un asse transatlantico
Il Ministro Óscar López emerge come l'architetto di questa proiezione internazionale. La sua visione non è limitata alla semplice digitalizzazione della pubblica amministrazione, ma punta a posizionare la Spagna come hub tecnologico tra l'Unione Europea e l'America Latina. Sottolineando che 'México y España podemos y debemos ser la tercera vía digital', López sposta il focus dalla collaborazione tecnica a quella geopolitica.
L'approccio di López si caratterizza per la ricerca di sinergie tra enti pubblici e centri di ricerca d'eccellenza. Il coinvolgimento del BSC dimostra che la strategia spagnola non passa per la privatizzazione totale dell'innovazione, ma per un modello ibrido dove lo Stato guida l'investimento in infrastrutture critiche per poi renderle disponibili all'ecosistema produttivo.
I pilastri del nuovo piano d'azione
Il memorandum d'intesa si traduce in un'operatività concreta attraverso i seguenti punti:
- Infrastrutture: Cooperazione su supercomputazione, data center e connettività.
- Sicurezza e Identità: Rafforzamento della cibersicurezza e sviluppo di sistemi di identità digitale.
- Pubblica Amministrazione: Digitalizzazione dei servizi pubblici per l'efficienza burocratica.
- Capitale Umano: Programmi di formazione in capacità digitali e scambi di esperti.
- Metodologia: Sviluppo di programmi congiunti, visite reciproche e organizzazione di simposi e corsi.
Perché l'interoperabilità vince sui modelli chiusi?
Lettura critica: La scelta di puntare su dati interoperabili e modelli aperti è una mossa di gestione del rischio. I modelli chiusi creano una dipendenza strategica che può diventare un punto di vulnerabilità in caso di sanzioni, variazioni di prezzo unilaterali o cambiamenti nelle policy dei provider.
L'interoperabilità permette a un'impresa di cambiare fornitore o di integrare diverse soluzioni senza dover riscrivere l'intera architettura dei dati. In un contesto di IA, l'uso di modelli open-source consente una personalizzazione più spinta e una maggiore sicurezza, poiché il codice può essere auditato. Per l'asse Spagna-Messico, questo significa costruire un ecosistema dove l'innovazione non è concessa da un terzo, ma è generata internamente.
L'indicatore verificabile per il successo di questa scelta sarà il numero di applicazioni pubbliche basate su standard aperti implementate nei prossimi 24 mesi, confrontate con quelle basate su licenze proprietarie.
Il modello di cooperazione iberico-messicano tra AI Act e sovranità tecnologica europea
Per le imprese italiane e l'Unione Europea, questo accordo è un segnale rilevante. La Spagna, agendo come ponte, sta esportando di fatto l'approccio europeo alla regolamentazione e alla sovranità digitale in America Latina. Il riferimento implicito è l'AI Act europeo: se il Messico adotterà standard di interoperabilità e trasparenza simili a quelli UE, le aziende italiane troveranno un mercato molto più accessibile e compatibile con le proprie tecnologie.
L'allineamento su temi come la cibersicurezza (in linea con le direttive NIS2) e l'identità digitale riduce le barriere tecniche per l'export di servizi digitali. La creazione di un asse che rifiuta i modelli chiusi apre la strada a una 'area di libero scambio digitale' basata su standard aperti, dove l'Europa può giocare un ruolo di leadership normativa e tecnica.
L'indicatore di successo per l'UE sarà l'eventuale firma di accordi di mutuo riconoscimento tra l'AI Act e le future normative messicane sulla gestione dei dati.
Per approfondire i dettagli tecnici della cooperazione, è possibile consultare il portale digital.gob.es o i comunicati di Infobae.
Domande frequenti
Cos'è il supercomputer Coatlicue?
È l'infrastruttura di calcolo massivo che il Messico sta costruendo con il supporto tecnico del Barcelona Supercomputing Center (BSC) per potenziare l'IA e la ricerca scientifica.
Cosa si intende per 'terza via digitale' in questo accordo?
È la strategia proposta dal ministro Óscar López per creare un modello di sviluppo tecnologico basato su modelli aperti e dati interoperabili, evitando la dipendenza esclusiva dai giganti tecnologici USA o Cina.
Quali sono le aree di applicazione pratica della cooperazione?
L'accordo copre la cibersicurezza, la digitalizzazione della pubblica amministrazione, la formazione digitale, l'identità digitale e l'uso dell'IA per gestire disastri naturali e cambiamenti climatici.
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